In ricordo di Gaspare Guerrieri

gaspare_guerrieriCari amici, come ricorderete l’estate scorsa l’amico Gaspare Guerrieri ci ha lasciato. ALTURA ha così preso l’iniziativa di promuovere la realizzazione di una targa ricordo da collocare a Poggio Freddara (Tolfa) dove Gaspare era di casa durante le sue tante ricerche ornitologiche.

A tal scopo ALTURA apre una sottoscrizione per la realizzazione di una targa ricordo in memoria di Gaspare Guerrieri da collocarsi su un basamento in cemento.

Tutti coloro che vogliono aderire a questa sottoscrizione dovranno effettuare un versamento sul cc postale N. 16492035 intestato a Associaione ALTURA – Via Levante, 17 – 65013 Città S. Angelo (PE), specificando nella causale: “Sottoscrizione Gaspare Guerrieri”.

Segue una nota di Umberto Di Giacomo, suo compagno in tante escursioni ornitologiche, dedicata a Gaspare.

Nato a Roma il 28/08/1940, fin da bambino Gaspare era stato attratto dalle piccole forme di vita: passava il tempo libero ad osservare insetti e anfibi, che portava a casa per allevarli. L’amore per la natura, trovò successivamente il modo di estrinsecarsi anche durante le lunghe passeggiate col padre e si concentrò presto sugli uccelli. Come accadeva in quegli anni per quasi tutti gli ornitologi, questa grande passione si sviluppò con l’attività venatoria. Dopo la maturità classica, che gli aveva impresso una profonda cultura umanistica, si laureò a pieni voti in biologia.

L’insegnamento nella scuola fu lo sbocco lavorativo che gli garantiva di potersi recare ogni fine settimana nelle zone più selvagge dell’Italia centro-meridionale, e soprattutto della Sardegna, e in estate della Francia meridionale e della Spagna. Il grande amore per la natura e per gli uccelli non intaccò mai la dedizione al suo lavoro e la professionalità maturata anche attraverso una profonda conoscenza della psicologia dell’età evolutiva (derivante dallo studio di autori come Freud e Jung). Idolatrato dai suoi studenti, era sempre stato particolarmente sensibile verso quelli che la vita aveva reso meno fortunati.

Questa sua sensibilità finì immancabilmente per coinvolgere anche il mondo degli uccelli,spingendolo in pochi anni a passare da cacciatore a fotografo naturalista e poi ad agguerrito ambientalista in quanto, come San Paolo, “fulminato sulla via di Damasco” (parole sue). Anni e anni di immersione negli ambienti naturali lo avevano indotto, più di qualsiasi scuola o corso universitario, ad intuirne la struttura e a “percepirne” le componenti (sapeva identificare tutte le specie di piante e di insetti) e i meccanismi. Membro attivo di molte associazioni ambientaliste (tra le quali ALTURA), nel 1993, fu tra i fondatori del GAROL (Gruppo Attività e Ricerche Ornitologiche del Litorale) di cui fin dall’inizio è stato presidente.

Osservatore attento, dotato di grande intuizione e di una mente analitica, oltre alla naturale propensione per l’ecologia e l’etologia, fu spinto ad un certo momento a confrontarsi con gli altri ornitologi. Tra le varie specie o gruppi di uccelli indagati figurano la pernice sarda, il frullino, la beccaccia (un’antica passione), i picchi, la cappellaccia, le averle, le rondini, la monachella, la sterpazzola della Sardegna, la calandra, l’ortolano e lo zigolo capinero. Successivamente aveva preso il sopravvento la passione per i rapaci, dapprima espressa con studi sul litorale laziale, poi con quelli sui notturni e sulle strade, registrandone gli investimenti. Fecero seguito studi eco-etologici sul nibbio bruno nella discarica di Malagrotta (in seguito esteso anche al nibbio reale e ad altre discariche), a Castelporziano (dove aveva realizzato un lavoro a tutto campo su tutte le specie di falconiformi presenti) e insieme alla poiana, in tutto il Lazio.

Autore di circa 140 pubblicazioni,conseguì anche importanti riconoscimenti,come quello ottenuto nel 2005, dalla Stazione di Inanellamento di Palermo-Avocetta a seguito dello studio sull’averla piccola nel Tolfetano effettuato con la compagna Amalia Castaldi. Profondo conoscitore e studioso dell’avifauna di tutto il territorio della regione Lazio e testimone dei cambiamenti ambientali intercorsi negli ultimi 60 anni, aveva concentrato molte delle sue più importanti ricerche nel Tolfetano-cerite-manziate (di cui conosceva ogni sasso). Nel 2003 assunse la direzione della rivista “ Uccelli d’Italia” che mantenne sino all’ultimo.

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