XI Incontro annuale sull’Aquila reale – Corte di Giarola, 25 gennaio 2014

Come tutti gli anni si è svolta in provincia di Parma, nella cornice del Parco Regionale Fluviale del Taro, la consueta riunione sull’Aquila reale indetta dai naturalisti dell’Appennino settentrionale e alla quale hanno partecipato ricercatori di tutta Italia. Oltre che di aquila reale si è parlato anche di gipeto e delle loro interazioni negli ambienti alpini dove coabitano.

Programma

XI INCONTRO ANNUALE AQUILA REALE

APPENNINO SETTENTRIONALE ALPI APUANE

Corte di Giarola 25-1-2014

  • Ore 9.00 Saluto ai partecipanti
  • Ore 9.10 Ubaldo Ricci: presentazione dati anno 2013 Aquila reale Appennino settentrionale e proposta di standardizzare il metodo di raccolta dati agli altri gruppi.
  • Ore 9.30 Discussione sull’opportunità di creare una rete di raccolta dei dati sulla copertura nevosa per tentare una relazione con i parametri riproduttivi dell‘Aquila reale ( Coordina Ubaldo Ricci, interverrà il Com.te del CFS di PR).
  • Ore 10.00 Paolo e Laura Fasce: riassunto sulla stagione riproduttiva 2013 sulle Alpi occidentali.
  • Ore 10.30 Jacopo Angelini: la sottospecie Aquila chrysaetos daphanaea osservata e fotografata nelle montagne del Tien Shan in Kyrgyzstan con i siti di nidificazione più alti del mondo, con nidi ad oltre 4000 m.
  • Ore 10.45 Jacopo Angelini, Mauro Magrini, Paolo Perna, Luigi Armentano: presentazione dei dati riproduttivi 2013 dell’Aquila reale nell’Appennino umbro-marchigiano.
  • Ore 11.15 Jacopo Angelini e Fabio Borlenghi: nuovi fattori di disturbo in Appennino centrale.
  • Ore 11.45 Enrico Bassi, Francesca Diana, Fabiano Sartirana, Paolo Trotti, Loris Galli & Luca Pedrotti: analisi del successo riproduttivo dell’Aquila reale nel Parco Nazionale dello Stelvio in relazione al ritorno del Gipeto sulle Alpi.
  • Ore 12.15 Discussione.

Nel corso della mattinata saranno proiettate alcune slides di Alberto Pastorino e altri autori.

  • Ore 13.00 Pranzo nel ristorante della struttura (prezzo circa 25€).

Riassunto dell’incontro

Ubaldo Ricci, per  il Gruppo di studio dell’Appennino settentrionale (circa 10.000 kmq) ha fatto vedere il resoconto di un’annata sfavorevole, probabilmente dovuta in parte a una stagione tardo-invernale e primaverile molto nevosa e piovosa. Per quest’anno si è avuto un tasso di involo di 1 (media 1,07), un successo riproduttivo di 0,50, e una produttività di 0,24 (dato più basso degli ultimi 20 anni). Le coppie adulte sono l’85%. Il territorio è stato suddiviso in 4 sottoaree (per via della loro localizzazione geografica, e per omogeneità morfologica e ambientale) e sono stati trovati valori dei precedenti parametri anche assai  diversi tra area e area, il che fa discutere. Le coppie sono sempre 30.

 Jacopo Angelini ha riportato, a nome del gruppo umbro marchigiano la situazione tra le due regioni. Negli ultimi anni c’è stato un incremento di nuove coppie, e, al momento il numero è di circa 17-18 , che hanno avuto, per il 2013, una produttività di 0,53. Si è rilevata una correlazione positiva tra aumento delle aree protette e aumento della densità della specie negli ultimi anni.

Fabio Borlenghi ha parlato della situazione dell’Appennino laziale, dove la specie si sta espandendo e rioccupa siti storici. Il numero delle coppie è di 11, ma probabilmente 12, stando alle ultime scoperte, e la produttività del 2013 è stata di 0,53.

Carlo Artese, per la regione Abruzzo, ci ha parlato di 18 coppie, alcune delle quali al confine col Molise e con il Lazio. La situazione sta notevolmente migliorando rispetto a 20 anni fa, e la produttività è stata di 0,53 calcolata sugli ultimi 11 anni.

Ancora Jacopo Angelini ci ha parlato di un viaggio in Kyrgyzstan e ci ha mostrato immagini della sottospecie Aquila chrysaetos daphanaea osservata  nelle montagne del Tien Shan.

Jacopo Angelini e Fabio Borlenghi ci hanno parlato delle nuove minacce per i rapaci in ambiente montano.

Laura Fasce ci ha mostrato i risultati del solito grande lavoro sulla specie Aquila reale sulle Alpi occidentali. Ci ha mostrato i parametri riproduttivi, che non hanno risentito di particolari variazioni rispetto agli anni scorsi, come è avvenuto per l’App. sett. Ha inoltre rimarcato la  distinzione, spesso in controtendenza, verificata anche in quasi tutti gli anni precedenti, delle coppie del cuneese, rispetto a quelle della Val d’Aosta e del torinese. Addirittura quest’anno in provincia di Cuneo si è avuta una produttività tra le massime per la zona, mentre in provincia di Torino essa è la più bassa registrata dal 1985, pur in presenza di condizioni meteorologiche avverse, a conferma che la meteorologia ha un’importanza relativa nel determinare il successo della riproduzione.

Infine Enrico Bassi ha esposto i risultati di una ricerca quadriennale in cui si è dimostrato come nei primi anni di neo insediamento del Gipeto nel Parco Nazionale dello Stelvio, il successo riproduttivo delle coppie di Aquila reale più vicine ai territori dell’avvoltoio ha subito una riduzione significativa. Interessanti alcune scoperte, frutto di grande intuizione, ma anche di duro lavoro sul campo, tra cui quella che la conflittualità inter ed intra specifica aumenta quando entrano in gioco individui di recente insediamento che cercano di usurpare i nidi della specie competitrice oppure che non conoscono (e quindi non rispettano) i confini territoriali e gli spazi aerei più prossimi ai siti di nidificazione suscitando la reazione dei soggetti territoriali confinanti.

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