Appello internazionale per i Parchi Italiani

Un’ampia rappresentanza di associazioni del mondo dei parchi, ambientaliste e culturali, ha lanciato un appello (http://www.associazione394.it/PDF//letteraOrganismi.pdf http://www.associazione394.it/PDF//letteraOrganismiEn.pdf ) ai principali organismi internazionali, tra cui l’ONU e il suo ambasciatore per la biodiversità, l’attore Edward Norton , l’UICN, i segretariati della Convenzione per la Biodiversità, dell’IPCC, della Convenzione delle Alpi, la Commissione europea e Alparc, per salvare i parchi naturali italiani che, con i recenti tagli ai bilanci e agli organici, rischiano di rimanere solo sulla carta. I parchi sono le principali organizzazioni che oggi tutelano la biodiversità – anche nei siti di interesse comunitario – e più in generale i valori ambientali e culturali del Paese, oltre ad essere insostituibili laboratori per lo sviluppo sostenibile. La Strategia nazionale per la biodiversità, adottata in attuazione all’art. 6 della convenzione internazionale sulla diversità biologica, è stata appena approvata in Italia e individua inequivocabilmente le aree protette quali strumenti fondamentali ed irrinunciabili per le strategie di conservazione della biodiversità e del mantenimento dei processi ecologici del pianeta, riconoscendo la necessità di rafforzare il loro ruolo. Ma proprio nell’anno internazionale della biodiversità, a seguito dei provvedimenti della manovra del luglio scorso, le aree protette subiranno dal 2011 una drastica riduzione dei finanziamenti. La situazione è aggravata dal fatto che spesso si tratta di enti che già operano con il minimo di risorse possibili e di personale, quest’anno ulteriormente ridotto. La legge di stabilità, che proprio in questi giorni dovrebbe essere approvata dal Senato, prevederebbe, infatti, solo 7 milioni di euro per tutti e 23 i parchi nazionali, oltre alle somme che coprono le spese cosiddette obbligatorie (ovvero il personale e pochi altri contratti), senza poter attuare appieno quanto attribuito alle aree protette nazionali dalla legge quadro del 1991, di cui oggi, 6 dicembre, ricorrono 19 anni di vita. Dal 2011 le attività per la conservazione della biodiversità in Italia potrebbero così essere compromesse, con il rischio di vanificare i risultati finora conseguiti, anche nell’ambito di progetti attuati, o avviati, con l’impiego di consistenti finanziamenti comunitari. Ma è riduttivo e fuorviante rappresentare la riduzione dei finanziamenti agli enti gestori dei parchi come un problema settoriale di gestione delle risorse naturali; la conservazione delle risorse naturali per le future generazioni rappresenta, infatti, una delle sfide più importanti che il mondo deve affrontare.

Lunedì, 6 Dicembre 2010

Fonte:http://www.associazione394.it/

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