Aquila reale – studio comparativo tra alcuni parametri riproduttivi e variabili meteorologiche invernali

  foto di M.M. Cianconi

In letteratura sono presenti alcuni studi che esplorano le possibili influenze delle condizioni meteorologiche sugli esiti delle stagioni riproduttive dell’Aquila reale e in generale dei rapaci. Di seguito si riporta l’abstract di uno studio effettuato su un campione di coppie di Aquila reale del Lazio volto ad indagare il possibile ruolo di fattori meteorologici invernali nella riproduzione. Questo lavoro va considerato come apripista di analisi successive mirate ad estendere le conoscenze in questo specifico campo.

Possibili interferenze di fattori meteorologici invernali sulla riproduzione dell’Aquila reale Aquila chrysaetos nell’Appennino Centrale

F. Borlenghi, M.M. Cianconi, L. Ranazzi, A. Sorace

Abstract
L’alimentazione della femmina di Aquila reale durante l’attività pre-riproduttiva invernale (gennaio-marzo) deve raggiungere un valore ottimale (extra food) per poter permettere la deposizione di un sufficiente numero di uova per involare le giovani aquile. Il presente studio su un campione di coppie di Aquila reale nell’Appennino Centrale (Lazio) mira a verificare se le condizioni di inverni severi nel periodo 2010-2018 possano aver influenzato il periodo di iperalimentazione riducendo l’attività di caccia. I dati di dieci stazioni meteorologiche nel Lazio (giorni di precipitazioni, quantità di precipitazioni (mm) e Temperatura media (°C)), nei pressi dei siti di nidificazione delle aquile, sono stati comparati con i seguenti parametri riproduttivi: percentuale di coppie che hanno deposto e tasso d’involo. Il risultato delle analisi statistiche evidenzia una correlazione inversa tra il tasso d’involo e sia i giorni di precipitazioni che la quantità di precipitazioni (mm). Nessuna correlazione emerge tra la percentuale di coppie che hanno deposto e le variabili meteorologiche. Nell’ultimo anno di studio (2018), con un inverno particolarmente severo, il 60% delle coppie ha deposto più tardi rispetto ai periodi usuali. C’è da notare che gli inverni del 2011, 2012 e 2017 hanno mostrato delle precipitazioni più basse (sia in giorni che in quantità) e valori più alti delle percentuali delle coppie che hanno deposto, sebbene la correlazione tra le due variabili non fosse significativa. Ciò potrebbe essere dovuto ad una scarsa ampiezza del campione. Inoltre, negli stessi anni e nel 2015 il valore del tasso d’involo era alto. Entrambi questi risultati rafforzano l’ipotesi dell’influenza delle condizioni meteorologiche invernali sull’attività di caccia.

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