Aquile reali avvelenate

Il 31 marzo degli escursionisti hanno trovato due aquile reali e una volpe morte nella stessa località, il Monte Aspra, in Umbria, montagna da sempre caratterizzata dalla presenza di una coppia di aquile reali. Gli animali sono stati prelevati e consegnati all’Istituto Zooprofilattico di Perugia che sta effettuando le indagini dovute.

Con ogni evidenza si tratta di veleno. Le aquile, due immaturi, e la volpe avranno senz’altro mangiato delle esche avvelenate da qualche delinquente per colpire lupi, cani vaganti o per qualche altro motivo. Si tratta di un fatto gravissimo e ancora più grave è il fatto che negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una ripresa della piaga del veleno, in particolare nell’Appennino Centrale, che ancora qualche anno fa sembrava essere ormai un fatto sporadico ed in via di costante diminuzione.

Non solo volpi e aquile reali ma anche lupi, orsi e grifoni possono essere uccisi in questo modo. La prevenzione e la repressione dei reati di avvelenamento della fauna selvatica sono assai difficili da attuare con successo.

E’ indispensabile un monitoraggio attento e costante del territorio e poi è essenziale potenziare notevolmente l’impiego dei cani appositamente addestrati per trovare le esche avvelenate, cosa che risulta essere di gran lunga il metodo più efficace. Purtroppo la realtà è ben diversa. La sorveglianza, anche nelle aree protette, è assai spesso molto carente e l’impiego dei cani antiveleno è di gran lunga insufficiente. I cani e i relativi addestratori sono molto pochi e chi fa uso del veleno lo sa bene e ne approfitta.

Speriamo vivamente che questo triste episodio che fa seguito ad altri, che hanno avuto magari effetti meno gravi ma che comunque risultano anch’essi assai allarmanti, servano di stimolo affinchè almeno gli uffici responsabili della sorveglianza delle aree protette vengano rapidamente dotati di squadre cinofile antiveleno.

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